Biblioteca di Roiano


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Nuovi arrivi

Titolo: E tu splendi

Autore: Giuseppe Catozzella

Genere: Narrativa contemporanea

 

Arigliana, "cinquanta case di pietra e duecento abitanti", è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un'antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi' Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all'arretratezza. Quell'estate, che per Pietro e Nina è fin dall'inizio diversa dalle altre - sono rimasti senza la mamma -, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l'irruzione dell'altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un'estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l'ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore.

 

Titolo: A bocce ferme

Autore: Marco Malvaldi

Genere: Gialli

 

Tornano gli arzilli vecchietti del BarLume in A bocce ferme di Marco Malvaldi. Nel romanzo, la combriccola di investigatori over settanta è chiamata a risolvere un caso scottante e tanto complicato quanti sono gli anni trascorsi dal delitto. Era la fine degli anni Settanta e quelli del BarLume erano ancora giovani e in gamba quando venne ammazzato Camillo. Freddato a bruciapelo in una mattina d’inverno, Camillo era un padrone d’altri tempi, autoritario, duro e spilorcio. Quelli che erano finiti sotto le sue grinfie si erano sentiti sollevati alla notizia della sua dipartita e avevano sussurrato, maligni, che con tutte le cattiverie commesse, quell'uomo malvagio se l'era proprio cercata. Nonostante le tante dicerie, però, il delitto era sempre rimasto irrisolto, almeno fino a quando il figlio della vittima, sul letto di morte, si era dichiarato colpevole dell'omicidio. Di fronte a questa ammissione, tutto il paese aveva avuto uno shock e i giornali e le televisioni locali avevano cominciato a trasmettere non-stop aggiornamenti sul caso. Ai nostri intrepidi vecchietti qualcosa, però, non torna. Sentono puzza di bruciato e hanno la netta sensazione che il figlio di Camillo volesse nascondere qualcosa o proteggere qualcuno. Ma chi? Le indagini dopo quarant’anni si riaprono al BarLume e chissà che, tra una partita di carte e un bicchiere di vino, non si riesca ad acciuffare un assassino.

 

Titolo: Pista nera

Autore: Antonio Manzini

Genere: Gialli

 

La capacità di raccontare l’Italia di oggi dalle quattro pareti di una Questura. Tra nordici e meridionali, cittadini e paesani, vittime e carnefici. Una rilettura della tradizione del giallo all’italiana, capace di coniugare lo sguardo dolente del neorealismo e la risata sfrontata di una commedia di avanspettacolo. Un nuovo personaggio, che ha esordito in Capodanno in giallo accanto al commissario Montalbano e ai vecchietti del BarLume. «Rocco Schiavone era stato assegnato ad Aosta da settembre, dal commissariato Cristoforo Colombo di Roma. E dopo quattro mesi tutto quello che conosceva del territorio di Aosta e provincia era casa sua, la Questura, la Procura e l’Osteria degli artisti». Un vicequestore nato e cresciuto a Trastevere, che odia lo sci, le montagne, la neve e il freddo. Possiede solo scarpe Clarks, disprezza ogni tipo di abbigliamento invernale. In tutta la vita, il massimo dell’altitudine che ha raggiunto sono i 137 metri di Monte Mario, il punto più alto della sua città natale. Schiavone ha combinato qualcosa di grosso per meritare un esilio come questo, ma non è il problema peggiore. A Champoluc è stato rinvenuto un cadavere, sotto i cingoli di un gatto delle nevi. E Schiavone si deve mettere al lavoro. A febbraio, con la neve, con il gelo. A 1.500 metri sul livello del mare. «Roba da matti!». Investigare però è davvero il suo mestiere, e nonostante tutto Rocco si mette in azione. Tra piste, rifugi, funivie, maestri di sci, guide alpine, grolle e grappe al ginepro. E tutta quella brava gente di Aosta, città seria, fatta di persone serie che sgobbano e che si fanno i fatti loro. Per fortuna c’è qualche bella donna su cui fermare lo sguardo. Ma la nostalgia è dietro l’angolo, e Schiavone con la testa è sempre lì. «A Roma di questi tempi fa freddo, ma spesso c’è la tramontana che spazza via le nuvole. E allora c’è il sole. E fa freddo. La città è rossa e arancione, il cielo azzurro ed è bello camminare per le strade sui sampietrini. Escono fuori tutti i colori, quando c’è la tramontana. Come uno straccio che toglie la polvere accumulata su un quadro antico…». Non sarà facile, la vita tra le montagne. Soprattutto quando c’è un morto di mezzo.

 

Titolo: I colori dell'incendio

Autore: Pierre Lemaitre

Genere: Narrativa contemporanea

 

Febbraio 1927. La Parigi che conta assiste al funerale del banchiere Marcel Péricourt. La figlia Madeleine deve prendere le redini dell'impero finanziario di cui è l'erede, ma il destino decide diversamente: suo figlio Paul, un bimbo di sette anni, compie un gesto inatteso e tragico che la porterà alla rovina. Posta di fronte alle avversità, alla cattiveria degli uomini, alla cupidigia della sua epoca, alla corruzione e all'ambizione del suo ambiente, Madeleine dovrà fare ricorso alla sua intelligenza e a tutte le sue energie, ma anche a soluzioni machiavelliche, per sopravvivere e ricostruire la sua vita. Compito reso ancora più difficile dalle circostanze, in una Francia che osserva, impotente, i primi colori dell'incendio che devasterà l'Europa. I colori dell'incendio è il secondo attesissimo romanzo della trilogia inaugurata con Ci rivediamo lassù – premio Goncourt 2013, tradotto in ventisei lingue e un milione di copie vendute nel mondo –, un'opera in cui ritroviamo appieno il talento straordinario, l'originalità visionaria e la lingua immaginifica di Pierre Lemaitre.

 

Titolo: So che un giorno tornerai

Autore: Luca Bianchini

Genere: Narrativa contemporanea

 

Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da baby sitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato. So che un giorno tornerai è un romanzo sulla ricerca delle nostre origini, la scoperta di chi siamo e la magia degli amori che sanno aspettare. Con ironia e un pizzico di nostalgia, Luca Bianchini ci prende per mano e ci porta a conoscere i sentimenti più nascosti in ognuno di noi, per scoprire che non hanno confini, "da Trieste in giù". Alla fine, ognuno di noi s'innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre.

 

Titolo: Divorare il cielo

Autore: Paolo Giordano

Genere: Narrativa contemporanea

 

Tornano le parole di Paolo Giordano e lo fanno con una carica emotiva, quasi erotica, molto forte. L’autore del successo internazionale La solitudine dei numeri primi torna con Divorare il cielo, una storia di terra, amore, carnalità come appartenenza alla vita. Teresa ogni anno passa le sue estati con il padre a Speziale. Nel cuore della Puglia il sole e il caldo accompagnano le sue giornate e qui la ragazza osserva il genitore sotto una luce differente, con lo sguardo di chi non l’ha mai visto prima. Lontano dalla moglie e dall’ufficio, l’uomo, nella sua Puglia, diventa un tutt’uno con la terra in cui è nato e sembra ritornare a respirare. Teresa invece si annoia, con l'unica occupazione di vagare senza meta tra le campagne che scendono fino al mare. Un giorno, però, vede i tre ragazzi della masseria, come vengono chiamati, cresciuti insieme come fratelli, ma ognuno con genitori diversi e accomunati da padri assenti o distratti. La loro unica fede è la terra e la credenza nella reincarnazione. Tra di loro c’è Bern che diventerà l’amore estivo di Teresa, il centro del suo mondo. Bern è un ragazzo fermo nelle decisioni, fedele a sè stesso, talvolta troppo deciso e duro, ma il apporto con Teresa farà emergere tutte le debolezze e le insicurezze, il bagaglio di dubbi che il ragazzo trascina con sé. Negli anni i ragazzi si ritroveranno ogni estate, per riscoprirsi diversi e in fondo sempre uguali, legati alla terra che li ha generati e uniti. Divorare il cielo è una storia che racconta di passione, amicizia e tradizioni, quelle dalle quali vogliamo disperatamente affrancarci, e quelle che custodiamo come tesori preziosi.

 

Titolo: Ostracismo

Autore: Veit Heinichen

Genere: Gialli

 

Aristèides Albanese torna a Trieste dopo diciassette anni passati in carcere e per molti è uno scheletro nell'armadio. Il Greco, infatti, è stato condannato per omicidio dalle dichiarazioni schiaccianti di dodici testimoni che hanno deposto in blocco contro di lui. Ora vuole iniziare una nuova vita aprendo un locale insieme all'amico ed ex compagno di cella, il giovane pakistano Aahrash, ma vuole anche voltare finalmente pagina. Ha intenzione di vendicarsi e lo farà a modo suo, sfruttando la sua creatività di cuoco per preparare una gustosa - e indimenticabile - ultima cena. Questa volta potrebbe essere in pericolo anche Proteo Laurenti, che durante il processo ad Aristèides ha commesso un errore e adesso deve fare i conti con la propria coscienza e ricostruire in fretta il legame tra passato e presente, prima che tutti i falsi apostoli facciano una brutta fine.

 

Titolo: Marco il pinguino di Trieste

Autore: Roberto Covaz

Genere: Narrativa

 

Un'attrazione, un simbolo di Trieste. Questo è stato Marco, il pinguino che si credeva uomo e che gli uomini, sbagliando, pensavano fosse un pinguino. Marco è vissuto all'Aquario di Trieste dal 1953 al 1985: 32 anni, un record per un pinguino. A oltre trent'anni dalla scomparsa il suo ricordo è ancora ben impresso nella memoria di generazioni di triestini e non solo. Non c'è stato bambino che non abbia incontrato almeno una volta Marco che "riceveva" talvolta nella vasca centrale dell'Aquario - costruita apposta per lui - ma più spesso lungo le rive, dove attraversava goffamente i binari sui quali procedeva pigramente la "cagoia", nomignolo emblematico affibbiato al treno che più volte al giorno trasportava merci tra le stazioni Centrale e di Campo Marzio. Prefazione di Alessandro Fullin.

 

 

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